Il ROI, Return on Investment, misura quanto rende il capitale investito in un’impresa o in un progetto. Nell’analisi di bilancio è l’indicatore che risponde a una domanda semplice: per ogni euro investito nell’attività operativa, quanto reddito operativo si genera? Questa guida, aggiornata a ottobre 2026, spiega la formula, la scomposizione e i limiti dell’indicatore.
La formula
Nell’analisi di bilancio il ROI si calcola così:
ROI = Reddito operativo (EBIT) / Capitale investito netto operativo (CIN)
Il reddito operativo è il risultato della gestione caratteristica, prima degli oneri finanziari e delle imposte. Il capitale investito è l’insieme delle risorse impiegate nell’attività, a prescindere da come sono finanziate. Per distinguere queste voci serve un bilancio riclassificato (vedi Bilancio riclassificato: cos’è e a cosa serve).
La scomposizione del ROI
Il ROI può essere letto come prodotto di due componenti:
ROI = ROS × Rotazione del capitale investito
- ROS (Return on Sales) = Reddito operativo / Ricavi. Indica quanto margine resta su ogni euro di vendite.
- Rotazione = Ricavi / Capitale investito. Indica quante volte l’impresa “usa” il capitale per generare ricavi.
Questa scomposizione è utile perché mostra due strade per migliorare: vendere con margini più alti, oppure far lavorare meglio il capitale.
Un esempio numerico
Si supponga un’impresa con ricavi 1.000, reddito operativo 120 e capitale investito 800 (valori di fantasia, in migliaia di euro):
- ROS = 120 / 1.000 = 12%;
- rotazione = 1.000 / 800 = 1,25;
- ROI = 12% × 1,25 = 15%, che coincide con 120 / 800.
Un’altra impresa con ROS del 4% ma rotazione di 4 avrebbe un ROI del 16%: margini bassi compensati da alti volumi, tipici della grande distribuzione. Si vede come lo stesso ROI nasca da strutture molto diverse.
ROI, ROE e costo del debito
Il ROI misura la redditività della gestione operativa; il ROE misura la redditività per gli azionisti, dopo oneri finanziari e imposte (vedi ROE: cos’è e come si interpreta). Se il ROI è superiore al costo medio del debito, indebitarsi può far crescere il ROE: è l’effetto leva (Cos’è la leva finanziaria e come funziona). Se il ROI è inferiore al costo del debito, la leva lavora al contrario.
Il ROI per valutare un investimento
Fuori dal bilancio, il termine ROI è usato anche per un singolo progetto o una campagna: (guadagno − costo) / costo. Per esempio, un progetto da 10.000 euro che genera 12.500 euro di ritorno ha un ROI del 25%. È una misura comoda ma incompleta: non tiene conto del tempo, per cui due progetti con lo stesso ROI possono avere durate molto diverse.
I limiti dell’indicatore
- dipende dalle regole contabili: ammortamenti e valutazioni modificano il reddito operativo e il capitale;
- è un dato storico, non una previsione;
- va confrontato con imprese dello stesso settore e con il costo del capitale;
- non misura il rischio.
ROI, ROS e rotazione nella pratica
La scomposizione del ROI suggerisce due leve d’azione. Se il ROS è basso, si lavora su prezzi, mix di prodotti e costi. Se la rotazione è bassa, si lavora sul capitale: scorte più snelle, crediti incassati prima, immobilizzazioni utilizzate meglio. Un’impresa con ROS del 6% e rotazione di 1 ha un ROI del 6%. Se riesce a portare la rotazione a 1,5 senza cambiare il margine, il ROI sale al 9%. Spesso migliorare la rotazione costa meno che aumentare i margini.
Come si calcola il capitale investito
Il capitale investito netto operativo si ricava dallo stato patrimoniale riclassificato (vedi Bilancio riclassificato: cos’è e a cosa serve) sommando il capitale circolante netto operativo e le immobilizzazioni nette, e sottraendo le passività operative non finanziarie. Il risultato non include la liquidità in eccesso né le partecipazioni estranee alla gestione caratteristica. Se si usa un capitale investito troppo ampio o troppo ristretto, il ROI cambia: per questo è importante dichiarare come è stato calcolato quando si confrontano imprese.
Il confronto con il costo del capitale
Un ROI del 10% è positivo se il costo medio del capitale, tra debito e capitale proprio, è del 6%; non lo è se il costo è del 12%. Il ROI andrebbe sempre letto insieme al costo delle fonti di finanziamento. Il concetto è alla base della creazione di valore: un’impresa crea valore solo quando la redditività operativa supera il costo del capitale che usa. Per il debito, la sostenibilità si valuta con indicatori come il DSCR: cos’è e come lo leggono le banche.
ROI di un progetto: un esempio con il tempo
Due progetti da 10.000 euro. Il primo rende 12.000 euro in un anno, il secondo 12.000 euro in tre anni. In entrambi il ROI semplice è del 20%, ma il primo è molto più interessante perché il denaro torna prima e può essere reinvestito. Per questo, nelle valutazioni di investimento, si usano misure che considerano il tempo, come il valore attuale netto e il tasso interno di rendimento. Il ROI resta un primo indicatore, comodo per il confronto veloce, ma non una decisione completa.
Domande frequenti
Qual è un buon ROI?
Dipende dal settore e dal costo del capitale. È buono quando supera il costo medio delle fonti di finanziamento.
Che differenza c’è tra ROI e ROE?
Il ROI riguarda la gestione operativa, il ROE il capitale proprio degli azionisti.
Si può usare il ROI per una campagna di marketing?
Sì, nella forma (guadagno meno costo) diviso costo, tenendo conto dei limiti.
Per leggere gli indicatori di redditività insieme a liquidità e solidità e collegarli alle scelte di finanziamento, può essere utile un consulente finanziario abilitato.
Fonti ufficiali di riferimento: Organismo Italiano di Contabilità.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e informativo e non costituiscono consulenza personalizzata né raccomandazione di investimento. Norme, aliquote e soglie possono cambiare: per la propria situazione specifica è opportuno rivolgersi a un consulente finanziario abilitato o a un professionista fiscale. Aggiornato a ottobre 2026.
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