Totalizzazione e cumulo dei contributi: le differenze

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Chi ha versato contributi in gestioni previdenziali diverse può sommarli per raggiungere i requisiti della pensione. Due strumenti lo consentono: la totalizzazione e il cumulo dei periodi contributivi. Sono simili nell’obiettivo ma diversi per regole e per effetti sull’importo della pensione.

A cosa servono

Nel corso della vita lavorativa capita di passare da lavoro dipendente a autonomo, o dalla libera professione al lavoro subordinato, versando contributi a enti diversi. Senza uno strumento di collegamento, periodi frammentati potrebbero non bastare per raggiungere i requisiti in nessuna gestione. Totalizzazione e cumulo permettono di sommarli senza oneri.

La totalizzazione

Consente di sommare i periodi assicurativi non coincidenti maturati in diverse gestioni per ottenere un’unica pensione. Non comporta costi. In genere la quota di pensione relativa a ciascuna gestione viene calcolata con il metodo contributivo, salvo il caso in cui la gestione abbia già maturato autonomamente il diritto, e questo può penalizzare chi avrebbe avuto un calcolo più favorevole con altre regole.

Il cumulo

Permette di cumulare i periodi di contribuzione in gestioni diverse, comprese, a certe condizioni, le casse professionali, per conseguire un’unica pensione. Ogni gestione calcola la propria quota con le regole che le sono proprie, mentre i requisiti di età e anzianità sono quelli della pensione richiesta. Spesso risulta più favorevole della totalizzazione.

Le differenze principali

  • nella totalizzazione prevale il metodo contributivo di calcolo, nel cumulo si applicano le regole di ciascuna gestione;
  • entrambi sono gratuiti, a differenza della ricongiunzione;
  • i periodi devono in genere non coincidere nel tempo;
  • i requisiti di accesso e le finestre possono variare tra i due strumenti.

Come scegliere

La convenienza dipende dalla storia contributiva e dalle regole applicate. Conviene chiedere una simulazione all’INPS o a un patronato confrontando le alternative, compresa la ricongiunzione, che invece è onerosa.

Per approfondire: Ricongiunzione dei contributi INPS: cos’è, Contributi figurativi: cosa sono e quando valgono.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e informativo e non costituiscono consulenza personalizzata. Per una valutazione della propria situazione specifica è opportuno rivolgersi a un consulente finanziario abilitato.

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