Nel calcolo della pensione contano non solo i contributi versati di persona, ma anche quelli che lo Stato accredita in determinate situazioni di vita. Sono i contributi figurativi: periodi coperti da contribuzione senza che il lavoratore o il datore di lavoro abbiano effettuato un versamento. Sapere quali sono e come si leggono nell’estratto conto previdenziale evita di sottovalutare la propria anzianità contributiva.
Cosa sono i contributi figurativi
Sono contributi accreditati d’ufficio dall’ente previdenziale, in genere l’INPS, per periodi in cui l’attività lavorativa è interrotta o ridotta per ragioni che la legge tutela. Non comportano un esborso da parte dell’interessato, ma vengono riconosciuti come se il lavoro fosse proseguito, così da non creare buchi nella storia contributiva.
Quando vengono riconosciuti
Le situazioni più frequenti sono legate a eventi che interrompono il lavoro senza che dipenda dalla volontà del lavoratore, per esempio:
- la maternità obbligatoria e, entro certi limiti, i congedi parentali;
- i periodi di malattia e di infortunio indennizzati;
- la disoccupazione indennizzata, come la NASpI;
- i periodi di cassa integrazione;
- il servizio militare di leva e altri periodi specificamente previsti dalla normativa.
Le regole di dettaglio, come le durate massime e le condizioni, sono fissate dalla legge e possono variare a seconda della categoria di lavoratori.
Figurativi, da riscatto e volontari: le differenze
Non vanno confusi con altre due categorie. I contributi da riscatto si ottengono pagando per valorizzare periodi come gli anni di studio, mentre i contributi volontari sono versati da chi ha interrotto l’attività e sceglie di continuare a coprirsi. I figurativi, invece, sono accreditati senza alcun costo a carico dell’interessato.
Incidono sul diritto e sulla misura della pensione?
In linea generale i contributi figurativi concorrono a far maturare il diritto alla pensione, cioè a raggiungere l’anzianità contributiva richiesta. Il loro peso nel calcolo dell’importo dipende dal sistema applicabile e da specifiche disposizioni, per cui non sempre valgono allo stesso modo per il diritto e per la misura.
Come verificarli
La posizione contributiva è consultabile nell’area personale del sito INPS, dove l’estratto conto indica i periodi accreditati e la loro natura. Controllare periodicamente il documento permette di individuare eventuali lacune o errori e di chiederne la correzione.
Per approfondire: Riscatto della laurea ai fini pensionistici: come funziona, Previdenza obbligatoria e previdenza complementare: le differenze.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e informativo e non costituiscono consulenza personalizzata. Per una valutazione della propria situazione specifica è opportuno rivolgersi a un consulente finanziario abilitato.
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