Il prestito personale è un finanziamento che si restituisce a rate, di importo e durata definiti, senza bisogno di indicare lo scopo della spesa. È una forma di credito al consumo molto diffusa, ma comporta un costo in interessi e spese che va conosciuto prima di firmare. Questa guida, aggiornata a ottobre 2026, spiega come funziona e cosa controllare.
Come funziona
La banca o la finanziaria eroga una somma e il cliente la restituisce con rate periodiche, in genere mensili, comprensive di capitale e interessi. Il tasso può essere fisso, per cui la rata non cambia, o variabile. Alla scadenza il debito è estinto. Il piano di ammortamento mostra la quota di interessi e di capitale di ogni rata.
Personale o finalizzato
Il prestito personale non è legato a uno scopo: si usa il denaro liberamente. Il prestito finalizzato è collegato all’acquisto di un bene o servizio specifico, per esempio un’auto o un elettrodomestico, e a volte è erogato direttamente al venditore. Quest’ultimo può avere condizioni promozionali, ma anche vincoli.
I costi da conoscere
- il TAN e il TAEG (TAEG e TAN: la differenza e come leggerli), che includono interessi e spese;
- le spese di istruttoria e di gestione della pratica;
- le assicurazioni sul credito, facoltative o obbligatorie;
- le commissioni di incasso delle rate;
- gli interessi di mora in caso di ritardo.
Un esempio
Per un prestito di 8.000 euro in 4 anni (48 rate) con TAN del 7%, la rata è di circa 191,57 euro. Il totale restituito è circa 9.195 euro, con interessi di circa 1.195 euro, senza considerare altre spese. Un prestito di pari importo a 6 anni ha una rata più bassa, circa 136,40 euro, ma un totale di circa 9.820 euro: la rata inferiore costa più interessi nel complesso.
Il diritto di recesso
Il consumatore può recedere dal contratto di credito entro 14 giorni dalla conclusione, senza dover dare motivazioni, restituendo il capitale e gli interessi maturati. È una tutela prevista dal Testo unico bancario. Il diritto di recesso va esercitato con comunicazione scritta.
Estinzione anticipata
Si può rimborsare in anticipo il prestito, in tutto o in parte, con riduzione del costo totale in proporzione alla vita residua del contratto. Può essere dovuto un indennizzo contenuto, nei limiti stabiliti dalla legge. Le regole sono analoghe a quelle del mutuo (Estinzione anticipata del mutuo: come funziona e quando conviene).
Quanto indebitarsi
Un criterio prudenziale è che il totale delle rate non superi una quota moderata del reddito netto mensile, spesso indicata attorno a un terzo. Più il rapporto sale, maggiore è il rischio di difficoltà in caso di imprevisti. Prima di indebitarsi vale la pena verificare se esistono alternative, come attingere al fondo di emergenza (Come si costruisce un fondo di emergenza) o rimandare la spesa.
Altre forme di credito
La cessione del quinto (Cessione del quinto: come funziona) prevede la trattenuta della rata sullo stipendio. Le carte revolving (Carta revolving: come funziona e quanto costa davvero) hanno costi diversi. Il mutuo ha caratteristiche specifiche per l’acquisto della casa. La banca valuta l’affidabilità del richiedente consultando anche i sistemi di informazioni creditizie (CRIF: cos’è e come funziona la segnalazione dei debiti).
Come confrontare due offerte in pratica
Per confrontare due prestiti non basta guardare la rata. Servono quattro dati, tutti presenti nel prospetto informativo europeo: l’importo ricevuto davvero, il TAEG (TAEG e TAN: la differenza e come leggerli), il numero di rate e il totale da restituire. Un prestito con rata più bassa ma durata più lunga può costare molto di più nel complesso. Anche le spese accessorie, come l’istruttoria o le assicurazioni collegate, vanno sommate: la differenza si vede nel totale dovuto.
Le assicurazioni collegate al prestito
Molti finanziamenti propongono una polizza collegata, che copre per esempio il decesso, l’invalidità o la perdita del lavoro. Può essere utile, ma ha un costo che si somma a quello del prestito. Non sempre è obbligatoria: se è facoltativa, si può valutare se serve. In caso di estinzione anticipata, il cliente ha diritto in genere alla restituzione della quota di premio non goduta. Prima di accettare conviene chiedere se la polizza è obbligatoria, quanto costa e che cosa copre davvero.
Quando conviene non fare un prestito
Un prestito per spese ricorrenti o per coprire un buco nel bilancio è un segnale che il budget (Budget familiare: come costruirlo passo dopo passo) ha bisogno di una revisione. Se la spesa è rinviabile, accumulare la somma con piccoli versamenti mensili evita gli interessi. Se invece è urgente, il prestito può avere senso, ma solo con una rata sostenibile, cioè compatibile con il reddito anche in caso di imprevisti, e dopo aver confrontato più offerte.
Domande frequenti
Posso estinguere prima il prestito?
Sì, in tutto o in parte, con riduzione proporzionale dei costi.
Entro quanto posso ripensarci?
Entro 14 giorni dalla firma, con diritto di recesso.
Meglio la rata più bassa?
Dipende. Una rata bassa allunga la durata e aumenta il costo totale in interessi.
Per capire se e come questo tema si inserisce nel proprio piano finanziario, può essere utile il confronto con un consulente finanziario abilitato.
Fonti ufficiali di riferimento: Banca d’Italia.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e informativo e non costituiscono consulenza personalizzata né raccomandazione di investimento. Norme, aliquote e soglie possono cambiare: per la propria situazione specifica è opportuno rivolgersi a un consulente finanziario abilitato o a un professionista fiscale. Aggiornato a ottobre 2026.
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