Uno degli aspetti che distingue la previdenza complementare da altre forme di risparmio riguarda il modo in cui viene applicata la tassazione dei rendimenti del fondo pensione anno per anno. A differenza di molti strumenti finanziari, in cui la tassazione si applica solo al momento del disinvestimento, i fondi pensione italiani prevedono un prelievo fiscale periodico sui rendimenti maturati, secondo regole specifiche e agevolate rispetto al regime ordinario.
Il principio della tassazione per maturazione
A differenza della generalità degli strumenti finanziari, per i quali la tassazione si applica di norma al momento del realizzo (quando si vende l’investimento), i fondi pensione applicano una tassazione per maturazione: ogni anno, sul risultato di gestione realizzato dal fondo (l’incremento di valore del patrimonio investito), viene calcolata e versata un’imposta sostitutiva, indipendentemente dal fatto che l’iscritto abbia o meno movimentato la propria posizione in quell’anno.
L’aliquota applicata e le sue variazioni
L’aliquota generale applicata ai rendimenti dei fondi pensione è pari al 20%, un’aliquota più favorevole rispetto al 26% previsto per la generalità degli strumenti finanziari (come conti deposito, obbligazioni societarie o fondi comuni ordinari). A questo si aggiunge un ulteriore elemento di favore: la quota di rendimento riconducibile a titoli di Stato italiani ed equiparati (ad esempio titoli emessi da Stati esteri “white list”) presenti nel portafoglio del fondo beneficia dell’aliquota ridotta al 12,5%, la stessa prevista per i titoli di Stato detenuti direttamente. L’aliquota effettivamente applicata al rendimento complessivo del fondo, quindi, dipende dalla composizione del portafoglio del comparto scelto: un comparto con una maggiore quota di titoli di Stato tenderà, a parità di altre condizioni, ad avere un’aliquota media più vicina al 12,5%, mentre un comparto con una minore componente di titoli governativi si avvicinerà maggiormente al 20%.
Chi versa l’imposta e come
L’imposta sostitutiva sui rendimenti non viene versata direttamente dall’iscritto, ma è calcolata e versata dal fondo pensione stesso, che la applica al patrimonio complessivo gestito. Questo significa che l’iscritto non deve occuparsi di alcun adempimento dichiarativo specifico relativo a questa componente: il valore della propria posizione individuale, così come comunicato periodicamente dal fondo, è già considerato al netto di questa tassazione.
Perché questo regime è considerato agevolato
Il regime di tassazione dei rendimenti del fondo pensione, con aliquote comprese tra il 12,5% e il 20%, rappresenta uno dei principali elementi di vantaggio fiscale della previdenza complementare rispetto ad altre forme di investimento e risparmio, insieme alla deducibilità dei contributi versati e al trattamento fiscale agevolato riservato alla prestazione finale. Va comunque ricordato che il vantaggio fiscale è solo una delle componenti da considerare nella valutazione complessiva di uno strumento previdenziale, insieme a costi, comparti disponibili e caratteristiche del prodotto.
Un elemento da leggere nel contesto complessivo
Comprendere come funziona la tassazione dei rendimenti del fondo pensione anno per anno aiuta a inquadrare correttamente il funzionamento fiscale complessivo della previdenza complementare, distinguendolo dal trattamento riservato ad altri strumenti di risparmio e investimento più tradizionali, con i quali il confronto va sempre fatto considerando l’insieme delle caratteristiche fiscali, non solo l’aliquota sui rendimenti.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e informativo e non costituiscono consulenza personalizzata. Per una valutazione della propria situazione specifica è opportuno rivolgersi a un consulente finanziario abilitato.
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