Si può comprare un BTP in due momenti: durante il collocamento, quando il Tesoro lo emette per il pubblico, oppure sul mercato secondario, quando il titolo è già in circolazione. Le regole, i costi e i passaggi sono diversi. Questa guida, aggiornata a ottobre 2026, spiega dove e come si acquistano, che cosa guardare nell’ordine e quali costi considerare.
Il collocamento dei titoli per i risparmiatori
Alcuni titoli sono emessi con collocamenti dedicati al pubblico, in giornate precise: per esempio BTP Valore, BTP Futura e BTP Italia Sì. Secondo il Ministero dell’Economia, nel periodo di collocamento si possono sottoscrivere senza commissioni tramite la propria banca, Poste o piattaforme abilitate, oppure direttamente sul mercato MOT di Borsa Italiana tramite intermediario. I dettagli di ciascuna emissione sono in BTP Valore: come funziona, BTP Futura: come funziona, cedole step up e premio finale e BTP Italia: come funziona e cos’è il nuovo BTP Italia Sì.
Il mercato secondario
Dopo il collocamento, e per tutti i BTP in circolazione, si acquista sul mercato secondario. Per i titoli di Stato italiani i mercati principali sono il MOT di Borsa Italiana e il circuito EuroMOT per alcuni titoli. Si negozia attraverso una banca o un broker con un conto titoli.
- Lotto minimo: sul MOT in genere 1.000 euro di valore nominale (con multipli); può variare per singolo titolo.
- Orari: dalle 9:00 alle 17:30 nei giorni lavorativi.
- Regolamento: di norma due giorni lavorativi dopo la negoziazione (T+2).
Come si piazza l’ordine
- Individuare il titolo tramite il suo codice ISIN.
- Indicare la quantità, in valore nominale.
- Scegliere il tipo di ordine: con prezzo limite (si fissa il massimo che si è disposti a pagare) oppure a mercato. Il prezzo limite protegge da variazioni improvvise ed è in genere la scelta più prudente.
- Controllare il costo complessivo, che comprende prezzo, rateo di interessi e commissioni.
Il prezzo e il rateo
I BTP sono quotati in percentuale del valore nominale (prezzo “tel quel” senza rateo, detto corso secco). Chi compra paga al venditore anche il rateo: gli interessi maturati dall’ultima cedola. Il rateo non è un costo, perché viene recuperato con la prima cedola incassata. Un esempio con numeri di fantasia: si comprano 10.000 euro nominali di un BTP con cedola annua del 3%, a prezzo 100, quattro mesi dopo l’ultima cedola. Il rateo è circa 10.000 × 3% × 4/12 = 100 euro. L’esborso è circa 10.100 euro, più le commissioni. Alla cedola successiva si incassa l’intera cedola, e il rateo versato rientra.
I costi
- Commissioni di negoziazione: sul mercato secondario le banche e i broker applicano, per i titoli di Stato, commissioni che spesso vanno dallo 0% a circa lo 0,20% dell’importo, con un minimo fisso. Le condizioni cambiano da intermediario a intermediario e vanno lette nel proprio contratto.
- Bollo sul deposito titoli: l’imposta di bollo sul conto titoli (Cos’è l’imposta di bollo sui conti titoli e sui prodotti finanziari).
- Spread: la differenza tra prezzo di acquisto e di vendita, più ampia sui titoli meno scambiati (vedi Cos’è lo spread e cosa indica per lo spread tra BTP e Bund, che è un concetto diverso).
Le tasse
Cedole e plusvalenze sui titoli di Stato italiani sono tassate al 12,5%, aliquota agevolata rispetto al 26% di altri strumenti finanziari. Se il titolo si acquista sopra la pari e si tiene fino alla scadenza, la differenza rispetto al rimborso si considera minusvalenza fiscale, con regole specifiche. Il quadro è in La tassazione dei titoli di stato italiani ed esteri.
Come scegliere tra titoli diversi
Prima di comprare conviene chiedersi quanto tempo si vuole tenere il titolo, quanto si è disposti a vedere oscillare il prezzo e se serve una protezione dall’inflazione. Il quadro generale è in BTP: cosa sono e come funzionano. Chi punta a un titolo di breve durata può guardare ai BOT (BOT: cosa sono e come funzionano). Titoli diversi hanno rischi di tasso diversi: più la scadenza è lunga, più il prezzo è sensibile ai tassi.
Un esempio di acquisto sul mercato secondario
Si supponga di voler comprare 20.000 euro di valore nominale di un BTP con scadenza a cinque anni. Con la propria banca o il proprio broker si cerca il titolo tramite ISIN e si guardano la quotazione in denaro e lettera. Ad esempio, il prezzo in lettera è 99,50. Si inserisce un ordine con prezzo limite a 99,60 per proteggersi da salti improvvisi. L’ordine si esegue e l’esborso è circa 19.920 euro (20.000 × 99,60%) più il rateo maturato e le commissioni. L’importo è di fantasia e serve a mostrare i passaggi: i prezzi reali cambiano durante la giornata.
Cosa guardare prima di comprare
- Scadenza: più è lunga, più il prezzo è sensibile ai tassi.
- Cedola e rendimento a scadenza: il rendimento effettivo dipende dal prezzo di acquisto, non solo dalla cedola nominale.
- Prezzo rispetto alla pari: acquistare sotto la pari comporta un guadagno a scadenza, sopra la pari una perdita sul capitale.
- Liquidità: i titoli più scambiati hanno spread più contenuti.
- Tassazione: aliquota del 12,5% sulle cedole e sulle plusvalenze.
Comprare da soli o con un consulente
L’acquisto di titoli di Stato è un’operazione semplice dal punto di vista operativo, ma la scelta del titolo giusto dipende da obiettivi, orizzonte e dal resto del patrimonio. Un consulente finanziario può aiutare a decidere quanto destinare ai titoli di Stato, con quale scadenza e in che modo gestire il rinnovo alla scadenza, mentre le attività di esecuzione le svolge l’intermediario scelto.
Gli errori da evitare
- scegliere solo in base alla cedola più alta, senza guardare prezzo e scadenza;
- concentrare tutto in un unico titolo o in un’unica scadenza;
- dimenticare che vendere prima della scadenza può comportare un prezzo diverso da quello di acquisto;
- non controllare le condizioni di commissione del proprio intermediario.
Un modo per ridurre il rischio di tasso è scaglionare le scadenze, costruendo una piccola scala di titoli a durate diverse: così non si dipende da un solo momento di rinnovo.
Domande frequenti
Posso comprare BTP senza una banca?
Serve comunque un intermediario autorizzato: banca, Poste o broker con conto titoli.
Meglio il collocamento o il mercato secondario?
Il collocamento evita le commissioni, ma è disponibile solo in certi periodi. Il secondario è sempre aperto.
Cosa succede se vendo prima della scadenza?
Si incassa il prezzo di mercato del giorno, che può essere inferiore o superiore a quello pagato.
Per scegliere durata e tipo di titolo in modo coerente con obiettivi e orizzonte, può essere utile un consulente finanziario abilitato.
Fonti ufficiali di riferimento: Borsa Italiana.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e informativo e non costituiscono consulenza personalizzata né raccomandazione di investimento. Norme, aliquote e soglie possono cambiare: per la propria situazione specifica è opportuno rivolgersi a un consulente finanziario abilitato o a un professionista fiscale. Aggiornato a ottobre 2026.
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