I BTP Green sono titoli di Stato italiani con una caratteristica specifica: i soldi raccolti con l’emissione servono a finanziare spese pubbliche con un impatto positivo sull’ambiente. Per chi investe sono, a tutti gli effetti, BTP, con le stesse regole di rimborso e di tassazione degli altri. Questa guida, aggiornata a ottobre 2026, spiega cosa sono, come funzionano e quali aspetti considerare.
Cos’è un BTP Green
È un green bond sovrano: un titolo di debito dello Stato i cui proventi vengono destinati a spese classificate come ambientali, per esempio efficienza energetica degli edifici, trasporti sostenibili, energie rinnovabili e tutela del territorio. Il Tesoro ha definito un quadro di riferimento che si ispira ai Green Bond Principles dell’ICMA e che tiene conto della tassonomia europea e degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Le informazioni ufficiali sono sulla pagina del Dipartimento del Tesoro dedicata ai BTP Green.
Le emissioni
Il primo BTP Green è stato emesso nel marzo 2021, con scadenza 2045 e un importo di 8,5 miliardi di euro. Da allora il Tesoro ha emesso altre serie con scadenze diverse. Secondo le fonti consultate sono presenti titoli che scadono nel 2031, 2035, 2037, 2045 e 2046, e una nuova serie con scadenza 2038 collocata a settembre 2026. Le cedole e le condizioni variano da titolo a titolo, perché dipendono dai tassi di mercato al momento dell’emissione: sono indicate nel decreto di ciascuna.
Come funzionano
- pagano cedole periodiche a tasso fisso, di norma annuali;
- rimborsano il valore nominale a scadenza;
- si negoziano sul mercato secondario, dove il prezzo cambia in base ai tassi e alla percezione del rischio Paese;
- sono destinati prevalentemente a investitori istituzionali nel collocamento, ma si possono acquistare anche da privati sul mercato secondario tramite banca o broker.
Le modalità di acquisto sono descritte in Come comprare BTP: dove, quando e con quali costi.
La rendicontazione
Un aspetto distintivo è la trasparenza sull’uso dei fondi. Il MEF pubblica documenti sulle spese finanziate e sull’impatto atteso, così da dare conto di come sono stati impiegati i proventi. È una differenza rispetto ai BTP ordinari, i cui proventi finanziano il bilancio dello Stato senza una destinazione specifica.
Tassazione
Come per gli altri titoli di Stato italiani, gli interessi e le eventuali plusvalenze sono soggetti all’imposta sostitutiva del 12,5%. Il quadro è in La tassazione dei titoli di stato italiani ed esteri. Sul deposito titoli può essere dovuta l’imposta di bollo (Cos’è l’imposta di bollo sui conti titoli e sui prodotti finanziari).
I rischi
- Rischio emittente: coincide con quello dello Stato italiano, come per qualsiasi BTP. L’etichetta green non rende il titolo più sicuro.
- Rischio di tasso: le serie a lunga scadenza sono più sensibili alle variazioni dei tassi (vedi Cos’è la duration di un’obbligazione).
- Liquidità: alcune serie sono meno scambiate di altre e la differenza tra prezzo di acquisto e di vendita può essere più ampia.
- Rendimento: non è garantito che un titolo green renda più o meno di un BTP ordinario con la stessa scadenza.
Perché se ne parla
La finanza sostenibile è un tema in crescita, e anche gli Stati emettono titoli collegati a obiettivi ambientali. Gli investitori più attenti alla sostenibilità li considerano per collegare la scelta di portafoglio alle proprie preferenze. Il tema dei criteri ambientali, sociali e di governance è approfondito in ESG: cosa significano davvero i criteri ambientali, sociali e di governance.
Dove vanno a finire i soldi
Il Tesoro pubblica ogni anno un rapporto di allocazione e uno di impatto. Il primo mostra quali spese sono state finanziate con i proventi, per categoria; il secondo stima gli effetti ambientali, per esempio in termini di emissioni evitate. Le categorie di spesa ammissibili comprendono interventi su energia, trasporti, ambiente e prevenzione del dissesto. I dettagli sono sul sito del Dipartimento del Tesoro, e si aggiornano a ogni anno di rendicontazione.
Va tenuto presente che il risparmiatore acquista un titolo di debito dello Stato: non finanzia direttamente un progetto, né ottiene diritti su un’opera. Il legame con la spesa è di destinazione, non di garanzia.
Green bond sovrani e societari
I green bond sono emessi anche da imprese e da banche. La differenza principale è il rischio dell’emittente. Un BTP Green ha il rischio dello Stato italiano, un obbligazione green societaria ha quello dell’impresa che la emette, con rendimenti e rischi diversi. Per questo non è corretto confrontare titoli green di emittenti diversi solo perché hanno la stessa etichetta.
Come inserirli in un portafoglio
- sono titoli a tasso fisso: il loro prezzo si muove con i tassi di mercato;
- le scadenze lunghe, come quelle del 2045 o 2046, sono più volatili di quelle brevi: se i tassi salgono, il prezzo può scendere in modo marcato;
- chi li tiene fino alla scadenza incassa le cedole e il valore nominale, salvo il rischio emittente;
- la liquidità è in genere buona sui titoli più diffusi, ma va verificata sul singolo codice ISIN.
Il tema della sostenibilità
Chi investe con sensibilità ambientale può trovare nei BTP Green un modo coerente con le proprie preferenze, senza uscire dai titoli di Stato. Resta importante non confondere preferenza e rendimento: una scelta sostenibile non è per definizione migliore o peggiore sul piano finanziario. Il quadro generale dei criteri ESG è in ESG: cosa significano davvero i criteri ambientali, sociali e di governance. Nel contesto della consulenza, le preferenze di sostenibilità del cliente vengono raccolte e considerate insieme a obiettivi e tolleranza al rischio.
Domande frequenti
Un BTP Green è più sicuro di un BTP normale?
No. Il rimborso dipende allo stesso modo dallo Stato italiano. Cambia solo la destinazione dichiarata dei proventi.
Si possono comprare da privati?
Sì, sul mercato secondario tramite una banca o un broker, secondo le regole del proprio intermediario.
Quali sono le scadenze disponibili?
Variano nel tempo. L’elenco aggiornato è sul sito del Dipartimento del Tesoro.
Per inserire un titolo di Stato in un portafoglio con coerenza rispetto a rischio e orizzonte, si può chiedere il parere di un consulente finanziario abilitato.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e informativo e non costituiscono consulenza personalizzata né raccomandazione di investimento. Norme, aliquote e soglie possono cambiare: per la propria situazione specifica è opportuno rivolgersi a un consulente finanziario abilitato o a un professionista fiscale. Aggiornato a ottobre 2026.
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