Fondo pensione e busta arancione INPS: cosa c’entrano

Icona di un grafico a barre crescenti, a rappresentare la previdenza complementare — Fondo pensione e busta arancione INPS: cosa c'entrano

Molti lavoratori italiani conoscono, almeno di nome, la busta arancione INPS, il documento che negli anni scorsi veniva inviato per informare i cittadini sulla propria futura pensione. Capire cosa c’entrano fondo pensione e busta arancione INPS è utile per comprendere come si può avere un quadro completo, sia della pensione pubblica sia dell’eventuale integrazione derivante dalla previdenza complementare.

Cos’era la busta arancione INPS

La busta arancione era un’iniziativa dell’INPS, avviata nel 2016, che consisteva nell’invio di una comunicazione personalizzata contenente una stima della pensione futura, calcolata sulla base della storia contributiva del lavoratore e di alcune ipotesi su età di pensionamento e prosecuzione della carriera lavorativa. Negli anni successivi, l’invio cartaceo è stato progressivamente sostituito da strumenti digitali, accessibili tramite il portale online dell’INPS.

Il servizio “La mia pensione futura”

Oggi la stima della pensione futura è disponibile attraverso il servizio online “La mia pensione futura”, accessibile tramite il sito dell’INPS previa autenticazione con SPID, CIE o CNS. Il servizio elabora una proiezione basata sui dati contributivi effettivi del lavoratore, integrati da ipotesi personalizzabili su età di pensionamento, prosecuzione della carriera e altri parametri, restituendo indicazioni come la data presunta di pensionamento e il tasso di sostituzione, cioè il rapporto stimato tra l’importo della pensione futura e l’ultima retribuzione percepita.

Perché il tasso di sostituzione è un dato rilevante

Il tasso di sostituzione stimato dal simulatore INPS è un dato utile per farsi un’idea di quanto la pensione pubblica futura possa rappresentare, in proporzione, rispetto all’ultimo reddito da lavoro. Le riforme del sistema pensionistico intervenute a partire dagli anni ’90, e il passaggio al metodo di calcolo contributivo, hanno contribuito nel tempo a modificare questo rapporto rispetto al passato. È proprio in relazione a questo tipo di proiezioni che, storicamente, si è sviluppato un maggiore interesse verso la previdenza complementare come strumento di integrazione volontaria.

Il collegamento con il fondo pensione

La simulazione INPS riguarda esclusivamente la previdenza obbligatoria pubblica e non include, di per sé, eventuali posizioni maturate presso fondi pensione o altre forme di previdenza complementare. Per avere un quadro più completo della propria situazione previdenziale complessiva, chi è iscritto a un fondo pensione può integrare le informazioni del simulatore INPS con quelle fornite dal proprio fondo, che comunica periodicamente il valore della posizione individuale maturata e, in alcuni casi, mette a disposizione strumenti di proiezione della rendita integrativa attesa al pensionamento.

Uno strumento di consapevolezza, non una promessa

Sia la simulazione della pensione pubblica sia le eventuali proiezioni fornite dai fondi pensione condividono una caratteristica importante: si tratta di stime basate su ipotesi, non di importi garantiti. Consultare periodicamente entrambe le fonti di informazione — il simulatore INPS per la componente obbligatoria e la documentazione del proprio fondo per l’eventuale componente complementare — è comunque un modo utile per avere maggiore consapevolezza della propria situazione previdenziale nel suo complesso.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere generale e informativo e non costituiscono consulenza personalizzata. Per una valutazione della propria situazione specifica è opportuno rivolgersi a un consulente finanziario abilitato.

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