TFR in azienda o fondo pensione nel 2025? Calcoli reali con diverse aliquote IRPEF

Il dilemma “tfr in azienda o fondo pensione 2025” è tra i più rilevanti per i lavoratori dipendenti. L’impatto economico e fiscale della scelta può generare differenze significative nel lungo periodo. Come consulente finanziario, in questo articolo ti guido con dati reali, esempi numerici e simulazioni basate su rendimenti storici ufficiali.

Salvatore Esposito, Consulente Finanziario Fineco

12/1/20253 min read

1. Perché la scelta è strategica nel 2025

Nel 2025 il contesto presenta tre fattori chiave che rendono questa decisione più importante rispetto al passato:

  • Inflazione moderata → la rivalutazione del TFR in azienda (1,5% + 75% inflazione) si attesta su livelli storicamente bassi.

  • Mercati finanziari in recupero → i rendimenti medi dei fondi pensione negli ultimi 10 anni restano superiori alla rivalutazione del TFR aziendale.

  • Nuova IRPEF 2025 → impatta la tassazione in caso di liquidazione del TFR come reddito da lavoro.

Questi elementi spingono i lavoratori a chiedersi se mantenere il TFR in azienda o aderire a un fondo pensione.

2. Analisi tecnica: dati ufficiali e logica comparativa

Rivalutazione TFR in azienda

Formula:

1,5% fisso + 75% inflazione ISTAT FOI

Dati reali degli ultimi anni:

  • Media 10 anni (2013–2023): circa 2%–2,2% annuo

  • 2024: inflazione FOI ≈ 1,6% → rivalutazione ≈ 2,7%

Tassazione TFR:

  • Aliquota media dell’ultimo quinquennio → aliquota media IRPEF (tipicamente 23–43% a seconda del reddito).

Rendimenti medi storici dei fondi pensione

(Dati COVIP – Relazione annuale 2024 su periodo 2013–2023)

  • Fondi negoziali: +2,6% annuo medio

  • Fondi aperti: +2,9% annuo medio

  • PIP unit-linked: +2,2% annuo medio

Nota: valori netti dei costi di gestione e dell’1,2% di imposta sul risultato.

Tassazione fondo pensione

  • Rendimenti tassati al 20%

  • TFR tassato al momento della prestazione dal 15% al 9% (−0,3% per anno oltre il 15°, min. 9%)

Contributo datoriale nei fondi di categoria

Valori medi reali dei principali CCNL:

  • Metalmeccanici: 1,2%

  • Commercio: 1%

  • Credito: 1,5%

Il contributo del datore è di fatto un rendimento garantito che il TFR in azienda non offre.

3. Simulazioni: reddito, anzianità, contributo datoriale

Per semplicità, consideriamo un TFR annuo lordo di 2.000 €.

Simulazioni con tre redditi e due scenari di anzianità contributiva:

3.1 Reddito 25.000 € – Anzianità 10 anni

TFR in aziend

  • Rivalutazione media: 2,2%

  • Aliquota media IRPEF 2025: 23–25%

  • Valore dopo 10 anni netto: ≈ 2.440 €

Fondo negoziale (senza contributo datoriale)

  • Rendimento medio storico: 2,6%

  • Tassazione finale: 15%

  • Valore netto: ≈ 2.540 €

Fondo negoziale (con contributo 1%)

  • Worker 2.000 € TFR + 250 € contributo + rendimento

  • Valore netto: ≈ 2.780 €

Risultato: +14% rispetto al TFR in azienda; +9% rispetto al fondo senza contributo.

3.2 Reddito 35.000 € – Anzianità 20 anni

Aliquota media IRPEF per TFR ≈ 27–28%.

Aliquota fondo a 20 anni: 12%.

TFR in azienda

  • Valore netto: ≈ 2.390 €

Fondo pensione senza contributo

  • Valore netto: ≈ 2.600 €

Fondo pensione con contributo 1,2%

  • Valore netto: ≈ 2.900 €

Risultato: il fondo con contributo datoriale +21% rispetto al TFR aziendale.

3.3 Reddito 50.000 € – Anzianità 5 anni

Aliquota media TFR ≈ 30%.

TFR in azienda

  • Valore netto: ≈ 2.330 €

Fondo aperto (rend. medio 2,9%)

  • Valore netto: ≈ 2.620 €

Fondo aperto con contributo 1%

  • Valore netto: ≈ 2.820 €

Risultato: fondo aperto con contributo datoriale +21%.

4. Vantaggi e svantaggi

Fondo pensione

Vantaggi

  • Tassazione finale tra 15% e 9%

  • Contributo datoriale (quando presente)

  • Rendimento storico superiore alla rivalutazione del TFR

  • Flessibilità in uscita (capitale/rendita)

Svantaggi

  • Non immediatamente liquidabile

  • Volatilità per linee più rischiose

TFR lasciato in azienda

Vantaggi

  • Rendimento stabile e senza oscillazioni

  • Nessun costo di gestione

  • Liquidazione garantita

Svantaggi

  • Rivalutazione inferiore ai rendimenti storici dei fondi

  • Tassazione più alta

  • Nessun contributo del datore

5. A chi conviene cosa e quando

Conviene il fondo pensione quando:

  • c’è un contributo del datore

  • il reddito è medio-alto (tassazione TFR in azienda molto più elevata)

  • l’orizzonte è lungo (+15 anni)

  • si vuole massimizzare il beneficio fiscale (tassazione al 9–15%)

Conviene il TFR in azienda quando:

  • l’anzianità è molto bassa e l’orizzonte è breve

  • il CCNL non prevede contributi datoriali

  • il profilo è estremamente conservativo e non si accetta alcuna volatilità

Conclusione: takeaway pratici

  • Il confronto “tfr in azienda o fondo pensione 2025” dipende principalmente da tre fattori: tassazione, contributo datoriale, orizzonte temporale.

  • Le simulazioni mostrano che, nella maggior parte dei casi, il fondo pensione risulta più vantaggioso soprattutto con il contributo del datore.

  • Per chi rientra nei principali CCNL, la convenienza tfr fondo pensione è sostenuta da dati storici e norme fiscali.

  • La tassazione tfr 2025 simulazione conferma differenze spesso superiori al 15–20% sul netto.

  • Come consulente finanziario, la scelta andrebbe valutata con i dati personali (reddito, anzianità, CCNL, linea di investimento).

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