TFR e silenzio‑assenso dal 2026: cosa succede se non scegli il fondo pensione

Dal 1° luglio 2026 nel sistema pensionistico italiano entra in vigore una novità importante per i lavoratori dipendenti: se non scegli esplicitamente cosa fare del tuo TFR automatico fondo pensione 2026, il tuo accantonamento di TFR può finire automaticamente in una forma di previdenza complementare tramite il meccanismo del silenzio‑assenso. La riforma punta ad aumentare l’adesione ai fondi pensione in un Paese dove solo circa un terzo dei lavoratori è iscritto a forme di previdenza complementare e a rafforzare la protezione previdenziale per il lungo termine.

Salvatore Esposito, Consulente Finanziario Fineco

1/14/20262 min read

Cos’è il silenzio‑assenso sul TFR e a chi si applica

La regola del silenzio‑assenso si applica ai nuovi assunti nel settore privato di lavoro dipendente a partire dal 1° luglio 2026. Se al momento dell’assunzione non esprimi una scelta sulla destinazione del tuo TFR, la legge prevede che l’importo venga destinato automaticamente a un fondo pensione collegato agli accordi o contratti collettivi applicati nella tua azienda.

L’obiettivo della legge è far sì che più lavoratori aderiscano alla previdenza complementare, sfruttando il TFR come leva di lungo periodo. La misura esclude alcune categorie specifiche come i lavoratori domestici.

Come funziona concretamente il meccanismo dal 1° luglio 2026

Quando inizi un nuovo rapporto di lavoro nel settore privato dopo il 30 giugno 2026, l’azienda ti deve fornire un’informativa scritta sui possibili percorsi per il tuo TFR. Hai 60 giorni dalla data di assunzione per:

  • Scegliere di mantenere il TFR in azienda, secondo le regole ordinarie;

  • Destinarlo a un fondo pensione diverso, ad esempio uno aperto o un altro fondo negoziale di tua preferenza;

  • Non esprimere alcuna preferenza.

Se non comunichi alcuna scelta entro i 60 giorni, la normativa attribuisce il TFR automaticamente al fondo pensione previsto dal contratto collettivo più rappresentativo nella tua azienda o settore.

Puoi fare una scelta diversa anche in un momento successivo, ma bisogna seguire le procedure previste dal fondo pensione e rispettare i limiti di trasferibilità previsti dalla normativa sulle forme previdenziali complementari.

Cosa significa per te se non scegli subito

Se non compili il modulo o non manifesti un’opzione nei 60 giorni, non “subisci” una perdita di diritti, ma il tuo TFR non rimane più in azienda e viene conferito “di ufficio” al fondo pensione collegato. Questo significa che, di default, il tuo TFR inizia a essere gestito come parte della tua pensione complementare e non rimane sotto la gestione dell’azienda fino alla tua uscita dal lavoro.

La destinazione automatica mira a evitare che grandi quantità di TFR restino inutilizzate in azienda mentre il lavoratore perde opportunità di farlo crescere nel tempo tramite la previdenza complementare.

Per i lavoratori già occupati o con rapporti preesistenti

La riforma del silenzio‑assenso non riguarda solo i nuovi assunti: anche chi ha già un lavoro attivo dal 1° luglio 2026 deve confermare la propria scelta sul TFR, soprattutto se in passato non aveva espresso alcuna opzione o se la situazione contrattuale è cambiata. L’azienda dovrà verificare la scelta pregressa e, se non trova una indicazione valida, potrà applicare anch’essa l’adesione automatica.

Perché è importante la scelta consapevole

La destinazione del TFR a un fondo pensione comporta effetti di lungo periodo: in genere, i fondi pensione offrono una gestione professionale e prospettive di rendimento legate ai mercati finanziari, mentre mantenere il TFR in azienda tradizionalmente significa beneficiarne solo al termine del rapporto di lavoro. Valutare l’opzione migliore richiede una comprensione dei costi, rendimenti attesi, vincoli di liquidità e benefici fiscali legati alla previdenza complementare.

Sintesi pratica per chi è assunto dopo il 1° luglio 2026

  • Non fai nulla entro 60 giorni dalla prima assunzione? Il tuo TFR va automaticamente al fondo pensione collegato al contratto collettivo applicato nella tua azienda.

  • Vuoi lasciare il TFR in azienda? Devi comunicarlo esplicitamente nei 60 giorni.

  • Vuoi destinarlo a un altro fondo pensione? Puoi farlo entro lo stesso periodo, sempre con comunicazione formale.

  • Puoi cambiare idea dopo e trasferire la tua posizione o cambiare fondo pensione nei modi previsti dalla legge.

    Tutto ciò è parte della stessa riforma pensata per rafforzare la previdenza complementare in Italia

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