Tassi BCE in discesa: ha ancora senso bloccare oggi un conto deposito a 36 mesi?
Con i tagli dei tassi ufficiali già avviati, molti risparmiatori si chiedono se conviene conto deposito 36 mesi nel 2025 o se, al contrario, esista il rischio di bloccare oggi un rendimento che nei prossimi mesi potrebbe diventare poco competitivo. In questo articolo analizziamo il contesto dei tassi BCE, il rischio di reinvestimento e le principali alternative conto deposito lungo termine, così da scegliere in modo consapevole.
Salvatore Esposito, Consulente Finanziario Fineco
12/3/20253 min read


1. Contesto: i tassi BCE stanno scendendo, ma a che ritmo?
Il processo di normalizzazione monetaria è già in corso. Gli elementi principali:
Ciclo di tagli BCE attivato, con numerosi istituti che anticipano ulteriori riduzioni entro i prossimi 12–18 mesi.
Riduzione graduale dei tassi di mercato (Euribor, rendimenti dei titoli di Stato brevi), che anticipano sempre le mosse della banca centrale.
Conti deposito in lenta discesa: molte banche hanno già ritoccato al ribasso i tassi dei vincoli 12–36 mesi rispetto ai massimi del 2023–2024.
Implica che fissare oggi un tasso elevato potrebbe essere strategicamente vantaggioso, ma anche limitante qualora i tassi restassero alti più a lungo del previsto.
2. Analisi tecnica: vantaggi e rischi di un vincolo a 36 mesi
2.1. Vantaggi del bloccare ora un 36 mesi
Rendimento certo in una fase di tassi in calo.
Protezione dall’eventuale rapido ribasso dei conti deposito nei prossimi 12 mesi.
Nessuna volatilità di mercato.
Garanzia del FITD fino a 100.000 € per depositante per banca.
Utile per chi ha obiettivi non immediati (2–3 anni) e preferisce la stabilità assoluta.
2.2. Rischi principali
Rischio di perdita di opportunità
Se la banca abbassa i tassi nei prossimi mesi, chi vincola oggi avrà fatto bene.
Ma se invece i conti deposito rimanessero su livelli elevati più a lungo, chi vincola ora potrebbe rimanere “bloccato” a un tasso che fra 12 mesi potrebbe risultare basso.
Rischio di reinvestimento
Chi vincola 12 mesi dovrà poi reinvestire in un contesto di tassi probabilmente più bassi.
Chi vincola 36 mesi evita questo rischio, ma rinuncia alla flessibilità.
Svincolo
La maggior parte dei conti deposito vincolati penalizza lo svincolo anticipato: o zero interessi o una forte riduzione del rendimento.
2.3. Effetto della tassazione
Conti deposito tassati al 26%.
BTP (principale alternativa) tassati al 12,5%.
La differenza di tassazione pesa molto: un CD al 4% lordo diventa 2,96% netto, mentre un BTP con rendimento 3% lordo mantiene 2,625% netto.
3. Simulazioni realistiche: cosa succede su 10.000 €
Ipotesi
CD 36 mesi al 4% lordo → 2,96% netto.
CD 12 mesi al 3,3% lordo (2,44% netto), con reinvestimento successivo.
BTP 2028–2029 rendimento netto medio 2,7%.
Tagli BCE moderati nei prossimi 18 mesi.
3.1. Scenario 36 mesi (tutto oggi)
Rendimento netto: 2,96%
Montante dopo 3 anni: 10.917 €
3.2. Scenario 12 + 24 mesi (senza vincolare a lungo)
Anno 1:
10.000 € × 2,44% = 10.244 €
Anno 2–3, ipotizzando nuovi vincoli più bassi (ad es. 2,2% netto)
Montante finale ≈ 10.676 €
Risultato: vincolare a 36 mesi rende ~240 € in più.
3.3. Scenario alternativo: tassi stabilmente alti
Se invece il CD a 12 mesi resta al 3,3% anche nei prossimi due anni:
Montante finale ≈ 10.828 €
Risultato: la differenza rispetto al 36 mesi scende a circa 90 €.
Interpretazione
Il vantaggio del 36 mesi è chiaro solo se i tassi scenderanno davvero, ma si riduce notevolmente se il mercato resta su livelli alti più a lungo del previsto.
4. Alternative conto deposito lungo termine
4.1. BTP brevi (2027–2029)
Rendimento netto 2,6–2,9%.
Volatilità molto contenuta.
Tassazione 12,5% più favorevole.
Perfetti per chi non vuole penalità di svincolo.
4.2. ETF monetari
Rendimento legato ai tassi BCE.
Molto liquidi.
Perfetti per parcheggiare liquidità 6–12 mesi.
Tassazione al 26%.
4.3. Ladder di conti deposito (12 + 24 + 36 mesi)
Diluizione del rischio di tasso.
Compromesso tra sicurezza e flessibilità.
Permette di approfittare di eventuali tassi futuri più alti.
4.4. BTP Italia o BTP indicizzati
Protezione reale in caso di inflazione ancora più alta del previsto.
Rendimento reale modesto ma stabile.
5. A chi conviene e quando
Conviene il 36 mesi se:
vuoi stabilità assoluta;
non ti serve flessibilità nei prossimi 3 anni;
prevedi tagli BCE significativi;
vuoi evitare il rischio di reinvestire a tassi più bassi.
È meglio evitare il 36 mesi se:
potresti dover usare i soldi prima;
preferisci cogliere opportunità future più vantaggiose;
sei già molto esposto a depositi vincolati;
credi che i tassi resteranno elevati più a lungo.
Conclusione: ha senso bloccare oggi un 36 mesi?
La risposta dipende dalle aspettative sui tassi e dalla necessità di flessibilità.
Oggi, in un contesto di tassi BCE in calo, il conto deposito a 36 mesi può essere una buona scelta per chi vuole:
rendimento certo,
nessuna volatilità,
nessun rischio di reinvestimento.
Tuttavia, chi preferisce mantenere margine di manovra può ottenere rendimenti simili con una combinazione di BTP brevi e conti deposito a 12–24 mesi, sfruttando una tassazione più favorevole e minori vincoli.
Per scegliere la durata ideale del vincolo è utile una valutazione personalizzata: come consulente finanziario, l’obiettivo è trovare il giusto equilibrio tra rendimento, flessibilità e sicurezza, evitando di bloccare oggi capitali che potrebbero servire o trovare migliori opportunità nei mesi successivi.
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