Tassazione conto deposito 2025: bollo, ritenuta 26% e calcolo rendimento netto

Capire la tassazione conto deposito bollo imposta è fondamentale per valutare il rendimento reale di un conto deposito nel 2025. Tra imposta di bollo, ritenuta fiscale sugli interessi e promozioni “bollo a carico banca”, il rendimento effettivo può variare sensibilmente rispetto al tasso pubblicizzato.

Salvatore Esposito, Consulente Finanziario Fineco

12/11/20252 min read

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Perché oggi è un tema rilevante

Con i conti deposito che offrono rendimenti intorno al 3% lordo e con la crescente attenzione alla gestione efficiente della liquidità, molti risparmiatori vogliono conoscere con precisione quanto rimane netto dopo tasse e costi. La combinazione tra ritenuta fiscale e bollo è l’elemento chiave che differenzia il tasso lordo da quello effettivo.

Analisi tecnica: come funziona la tassazione

1.Ritenuta fiscale del 26% sugli interessi

Su tutti gli interessi maturati nei conti deposito si applica un’imposta del 26%.

Esempio:

  • Interesse lordo annuo: €300 su un deposito al 3% (10.000 €).

  • Imposta 26%: €78.

  • Interesse netto: €222.

2.Imposta di bollo: 2 per mille annuo (0,20%)

Si applica al capitale depositato a fine anno.

  • Aliquota: 0,2% annuo.

  • Esempio: 10.000 € → bollo annuo = €20.

Il bollo si paga indipendentemente dal rendimento, anche se il tasso è basso.

3.Quando la banca offre il “bollo a carico istituto”

Alcune banche, soprattutto nei periodi promozionali, possono accollarsi l’imposta di bollo.

  • Vantaggio: rendimento netto più alto.

  • È spesso limitato a durate specifiche o solo al primo anno.

4.Tasso lordo vs tasso netto: formula chiara

Rendimento netto annuo = (Interesse lordo × 74%) – Bollo

Il 74% deriva da (1 – 26%).

Un consulente finanziario può aiutare a valutare l’impatto delle imposte nella scelta della strategia di gestione della liquidità.

Simulazioni: quanto rimane effettivamente?

Esempio 1 — 10.000 € al 3%

  • Interesse lordo: €300.

  • Imposta 26%: €78.

  • Interesse netto: €222.

  • Bollo 0,20%: €20.

  • Rendimento netto effettivo: €202.

Rendimento percentuale netto: 2,02%.

Esempio 2 — 50.000 € al 3%

  • Interesse lordo: €1.500.

  • Imposta 26%: €390.

  • Interesse netto: €1.110.

  • Bollo: €100.

  • Rendimento netto effettivo: €1.010.

Rendimento percentuale netto: 2,02% (identico perché la tassazione è proporzionale).

Esempio 3 — Conto deposito con bollo a carico banca

  • Interesse lordo 10.000 € al 3%: €300.

  • Imposta 26%: €78.

  • Interesse netto finale: €222.

  • Nessun impatto del bollo.

  • Rendimento netto: 2,22%.

Esempio 4 — Tasso inferiore (2%) senza promozioni

  • Interesse lordo: €200.

  • Imposta 26%: €52.

  • Netto: €148.

  • Bollo: €20.

  • Rendimento finale: €128 → 1,28%.

Vantaggi e svantaggi fiscali del conto deposito

Vantaggi

  • Tassazione semplice e diretta.

  • Rendimento prevedibile.

  • Possibilità di promozioni con bollo a carico banca.

  • Ideale per liquidità di breve periodo.

Svantaggi

  • Il bollo riduce sensibilmente il rendimento, soprattutto su durate brevi.

  • La ritenuta al 26% è più alta rispetto ai titoli di Stato (12,5%).

  • Rendimento netto effettivo spesso inferiore al tasso pubblicizzato.

  • Non esiste detrazione o compensazione delle imposte.

A chi conviene e quando

La soluzione è indicata per:

  • Risparmiatori che cercano rendimento certo e capitale garantito.

  • Chi non vuole esporsi alla volatilità dei mercati.

  • Obiettivi a 12–36 mesi, ad esempio spese programmate.

  • Aziende o famiglie che desiderano ottimizzare la liquidità temporanea.

  • Profili conservativi che preferiscono strumenti semplici e trasparenti.

Non è ideale per chi ha orizzonte lungo e vuole massimizzare rendimento reale: in quel caso strumenti come BTP, obbligazioni o PAC sono generalmente più adatti.

Conclusione: takeaway operativi

  • Il rendimento lordo non rappresenta mai il rendimento reale: occorre calcolare ritenuta e bollo.

  • A un tasso del 3%, il rendimento netto effettivo è circa 2,02%, salvo promozioni.

  • Il bollo annuale incide sul capitale anche in caso di rendimento basso.

  • Il “bollo a carico banca” è una delle variabili più importanti per aumentare il netto finale.

  • Confrontare tassi, tassazione e durata vincolo è essenziale per scegliere il conto deposito più efficiente.

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