Silenzio assenso TFR 2025: come funziona e quando scatta il trasferimento automatico

Il meccanismo del silenzio assenso TFR 2025 riguarda tutti i nuovi assunti e chi cambia datore di lavoro. Molti lavoratori rischiano di vedere il proprio TFR trasferito automaticamente alla previdenza complementare semplicemente perché non hanno compilato la modulistica entro i tempi. Come consulente finanziario, chiarire tempistiche, obblighi e conseguenze è fondamentale per evitare errori irreversibili.

Salvatore Esposito, Consulente Finanziario Fineco

12/6/20253 min read

Perché il silenzio assenso torna centrale nel 2025

Il meccanismo esiste da anni, ma nel 2025 torna rilevante per tre motivi:

  1. crescita della previdenza complementare e maggiore diffusione dei fondi di categoria;

  2. aumento dell’attenzione verso la deducibilità fiscale del fondo pensione;

  3. discussioni governative sulla semplificazione delle procedure, senza ad oggi alcuna modifica normativa già approvata.

Non esiste allo stato attuale (dicembre 2025) alcun nuovo provvedimento che cambi il funzionamento del silenzio assenso: il quadro resta quello previsto dal D.Lgs. 252/2005.

Come funziona tecnicamente il silenzio assenso TFR 2025

Il lavoratore ha sei mesi di tempo dall’assunzione per decidere la destinazione del TFR. Questo periodo è chiamato semestre del silenzio assenso.

Se entro i 6 mesi il lavoratore:

  • non consegna al datore di lavoro il modulo di scelta,

  • non esprime alcuna opzione scritta,

  • non indica un fondo pensione specifico,

allora scatta automaticamente il TFR trasferito al fondo pensione di categoria previsto dal contratto collettivo.

Punti chiave del meccanismo

  • La scelta può essere totale (100% TFR verso il fondo) o parziale se prevista dal CCNL.

  • Il datore di lavoro è tenuto a informare il lavoratore sui fondi disponibili e a raccogliere la comunicazione.

  • L’automatismo riguarda solo il TFR maturando, non quello già accumulato in precedenza.

Quando scatta il trasferimento automatico del TFR

Lo scatto avviene esattamente allo scadere del 180° giorno dall’assunzione.

A quel punto il datore di lavoro deve:

  1. versare il TFR maturando al fondo pensione di riferimento;

  2. comunicare l’avvenuto trasferimento al lavoratore;

  3. continuare con i versamenti mensili salvo diversa scelta del lavoratore (solo se consentito dal CCNL).

Una volta avviato il trasferimento automatico, non è possibile riportare il TFR in azienda: l’adesione al fondo diventa definitiva per il TFR maturando, salvo la facoltà futura di trasferire il montante in un altro fondo.

Come bloccare il trasferimento automatico del TFR

Qualsiasi scelta esplicita in forma scritta blocca il silenzio assenso. Le opzioni sono:

1. Mantenere il TFR in azienda

Serve compilare il modulo aziendale o consegnare una dichiarazione firmata che esprima chiaramente la volontà di non destinare il TFR alla previdenza complementare.

2. Scegliere un fondo pensione specifico

Il lavoratore può scegliere un fondo aperto, PIP o fondo negoziale, indicando nome del fondo e comparto.

3. Consegnare il modulo entro i 6 mesi

Il rispetto dei tempi è l’unico modo per evitare l’automatismo.

Informazione importante

Il datore di lavoro non può assumere la scelta per conto del lavoratore: il silenzio scatta solo se manca un documento, non per interpretazione.

Le comunicazioni da fare al datore di lavoro

Per esercitare la scelta, il lavoratore deve consegnare:

  • modulo di adesione (in caso di fondo pensione);

  • modulo interno aziendale per mantenere il TFR;

  • eventuale formulario richiesto dal fondo negoziale.

Il datore di lavoro è obbligato a conservare la documentazione e registrare la scelta sul cedolino.

Novità 2025: cosa è realmente noto

Ad oggi non esistono modifiche normative ufficiali al meccanismo del silenzio assenso.

Le uniche informazioni certe sono:

  • discussione pubblica su una possibile digitalizzazione della procedura tramite portale unico,

  • ipotesi di semplificazione dei moduli,

  • nessuna proposta approvata né calendario legislativo definito.

Qualunque riferimento a cambiamenti automatici o estensioni obbligatorie non è supportato da alcun testo normativo vigente.

Vantaggi e svantaggi del silenzio assenso TFR

Vantaggi

  • Permette al lavoratore di essere automaticamente iscritto al fondo pensione di categoria.

  • Favorisce l’accumulo previdenziale con fiscalità agevolata.

  • Semplifica le procedure nelle aziende medio-grandi.

Svantaggi

  • Il lavoratore può ritrovarsi iscritto senza piena consapevolezza.

  • Una volta attivato, non è possibile riportare il TFR in azienda.

  • Mancata possibilità di scegliere un fondo con caratteristiche diverse rispetto a quello di categoria.

A chi conviene il silenzio assenso e quando

Può essere vantaggioso quando:

  • il fondo di categoria è competitivo e prevede contributo datoriale;

  • il lavoratore non ha preferenze specifiche o competenze in materia;

  • l’obiettivo è costruire un montante previdenziale nel lungo periodo.

Può essere svantaggioso quando:

  • il lavoratore preferisce mantenere il TFR in azienda;

  • si vuole scegliere un fondo pensione non negoziale;

  • si ha necessità di controllo attivo sulla destinazione.

Conclusione: i takeaway pratici

  • Il semestre silenzio assenso dura 6 mesi: entro questo periodo bisogna comunicare la scelta.

  • Se non si compila alcun modulo, scatta il TFR trasferito automaticamente al fondo negoziale del proprio CCNL.

  • Il trasferimento è definitivo per il TFR maturando: non si può tornare in azienda.

  • “Bloccare” il silenzio assenso è semplice: basta una comunicazione scritta entro i tempi.

  • Per il 2025 non risultano modifiche normative già approvate: il meccanismo resta quello storico previsto dal D.Lgs. 252/2005.

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