Portare il TFR pregresso nel fondo pensione: quando conviene davvero e quando no
Molti lavoratori stanno valutando se trasferire il TFR pregresso al fondo pensione conviene davvero. È una decisione delicata, perché riguarda una somma già accumulata negli anni, spesso importante, che oggi è parcheggiata in azienda. Questo articolo analizza vantaggi, svantaggi e simulazioni realistiche su orizzonte 10–25 anni, per capire quando spostare il TFR pregresso ha senso e quando invece è meglio lasciarlo dov’è.
Salvatore Esposito, Consulente Finanziario Fineco
12/1/20254 min read


1. Contesto: perché oggi il tema è rilevante
Negli ultimi anni il TFR è tornato al centro del dibattito per tre motivi:
Inflazione più alta della media storica: la rivalutazione del TFR in azienda (1,5% + 75% inflazione) può risultare più o meno vantaggiosa a seconda di quanto l’inflazione si stabilizzerà nei prossimi anni.
Rendimenti medi positivi dei fondi pensione: nel lungo periodo molte linee obbligazionarie/bilanciate hanno reso intorno al 2,5–3,5% netto annuo, con tassazione finale agevolata.
Vantaggio fiscale in uscita: il TFR mantenuto in azienda viene tassato con aliquota separata, spesso compresa tra 23% e 26%; quello nel fondo pensione è tassato tra 15% e 9% in base agli anni di partecipazione.
Per chi costruisce un percorso FIRE o vuole ottimizzare la pensione, il modo in cui si gestisce il TFR pregresso può cambiare molto il risultato finale.
2. Analisi tecnica: come funziona il trasferimento del TFR pregresso
Quando decidi di trasferire il TFR maturato negli anni precedenti:
Il montante viene versato integralmente nel tuo fondo pensione.
Entra nella componente “TFR” del fondo e seguirà rendimenti, costi e rischi del comparto scelto.
Alla fine, in pensione o in RITA, la parte TFR è tassata con aliquota agevolata 15–9%.
Non esiste tassazione immediata al momento dello spostamento.
Il TFR smette di rivalutarsi con il tasso legale (1,5% + 75% inflazione) e inizia a seguire i rendimenti effettivi del comparto del fondo.
Parametri che determinano la convenienza
Per capire se conviene, bisogna confrontare:
Rivalutazione TFR in azienda
Formula: 1,5% + 75% inflazione annua.
Scenario conservativo (inflazione media 2%): rivalutazione media ≈ 3% annuo.
Rendimento del fondo pensione
Scenario conservativo linea obbligazionaria/bilanciata: 3,5% netto annuo.
Tassazione
TFR lasciato in azienda → aliquota separata (spesso 23–26%).
TFR portato nel fondo → 15% che scende fino al 9%.
Orizzonte temporale
Se mancano meno di 10 anni alla pensione, il vantaggio finanziario del tempo è limitato.
Se mancano 20–30 anni, il vantaggio del fondo pensione cresce molto.
3. Simulazioni conservative (A): 10, 20 e 25 anni
Le simulazioni sono svolte con parametri prudenziali:
Rivalutazione TFR in azienda: 3% annuo.
Rendimento fondo pensione: 3,5% netto annuo.
Tassazione finale:
Azienda: 24% media.
Fondo: 15% dopo 15 anni, 12% dopo 25+ anni.
TFR pregresso considerato: 20.000 € (puoi applicare le percentuali a qualunque importo).
3.1. Orizzonte 10 anni
TFR lasciato in azienda
Montante lordo: 20.000 × (1,03¹⁰) ≈ 26.878 €
Netto dopo aliquota separata 24%: 20.427 €
TFR trasferito al fondo
Montante lordo: 20.000 × (1,035¹⁰) ≈ 28.054 €
Netto dopo tassazione 15%: 23.846 €
Risultato → Fondo pensione +3.419 €
Interpretazione
Anche su 10 anni, con ipotesi conservative, il fondo pensione vince grazie alla tassazione finale più bassa.
Il vantaggio però è moderato: la scelta va valutata con attenzione se mancano meno di 10 anni alla pensione.
3.2. Orizzonte 20 anni
TFR lasciato in azienda
Montante lordo: 20.000 × (1,03²⁰) ≈ 36.121 €
Netto 24%: 27.451 €
TFR nel fondo
Montante lordo: 20.000 × (1,035²⁰) ≈ 39.353 €
Netto tassazione 12% (per anzianità > 25 anni): 34.630 €
Risultato → Fondo pensione +7.179 €
Interpretazione
Su 20 anni il vantaggio cresce molto: il differenziale tra 3% e 3,5% si amplifica e la tassazione agevolata fa la differenza.
3.3. Orizzonte 25 anni
TFR lasciato in azienda
Montante lordo: 20.000 × (1,03²⁵) ≈ 41.862 €
Netto 24%: 31.815 €
TFR nel fondo
Montante lordo: 20.000 × (1,035²⁵) ≈ 46.669 €
Netto tassazione 12%: 41.069 €
Risultato → Fondo pensione +9.254 €
Interpretazione
Su 25 anni il fondo pensione diventa chiaramente più efficiente: il gap fiscale e la capitalizzazione del rendimento diventano decisivi.
4. Vantaggi e svantaggi
Vantaggi del trasferire il TFR pregresso
Tassazione finale molto più bassa (15% → 9%) rispetto all’aliquota separata del TFR lasciato in azienda.
Rendimento potenzialmente superiore su orizzonti medio-lunghi (20–25 anni).
Più capitale utile per RITA o integrazione pensionistica.
Possibilità di gestire investimento e rischio scegliendo il comparto più adatto.
Nessuna imposta di bollo, a differenza dei conti titoli.
Svantaggi
Il TFR non ha più la rivalutazione legale garantita (1,5% + 75% inflazione).
Rischio finanziario legato all’andamento del comparto scelto.
Se mancano meno di 10 anni alla pensione, il vantaggio tende a essere modesto.
Trasferimento definitivo: non è possibile riportarlo in azienda.
5. A chi conviene davvero e quando
Conviene quasi sempre se:
hai meno di 50 anni e almeno 15–20 anni davanti;
hai già un fondo pensione o stai iniziando ora;
prevedi di usare la RITA come ponte tra lavoro e pensione;
sei in un fondo di categoria con contributo datoriale (aumenta il montante totale).
Conviene spesso se:
mancano 10–15 anni alla pensione;
usi un comparto obbligazionario/bilanciato prudente;
il tuo TFR pregresso è significativo (oltre 10.000–20.000 €).
Conviene solo in alcuni casi se:
mancano meno di 10 anni alla pensione, soprattutto se:
il comparto scelto ha costi elevati o volatilità,
vuoi evitare qualsiasi rischio di mercato,
la tua aliquota separata prevista è molto bassa (20–21%).
Può non convenire se:
hai meno di 5 anni alla pensione;
la tua azienda applica fondi interni di rivalutazione particolarmente favorevoli (raro);
vuoi assoluta stabilità e nessun rischio.
Conclusione: quando spostare il TFR pregresso ha senso
Spostare il TFR pregresso al fondo pensione è una scelta che va ponderata con numeri e orizzonte temporale. Le simulazioni mostrano che:
su 10 anni il vantaggio esiste, ma è contenuto;
su 20 anni il fondo pensione inizia a diventare nettamente più conveniente;
su 25 anni la differenza è ampia grazie a rendimento e tassazione finale.
In definitiva, il trasferimento del TFR pregresso conviene soprattutto a chi ha ancora molti anni di lavoro davanti e vuole pianificare una pensione più alta o una RITA anticipata. Per chi invece è vicino all’età pensionabile, la convenienza va valutata caso per caso analizzando aliquota separata, comparto del fondo e propensione al rischio.
Come consulente finanziario, la scelta corretta è sempre personalizzata: stessa somma, ma condizioni fiscali e tempistiche diverse possono cambiare completamente il risultato finale.
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