PAC in ETF o roboadvisor? Confronto tra fai-da-te e soluzioni automatiche nel 2025
Sempre più risparmiatori vogliono investire in modo semplice e automatico, ma restano indecisi tra pac etf o roboadvisor 2025. Meglio un PAC fai-da-te tramite broker e ETF, oppure delegare tutto a un roboadvisor con ribilanciamento automatico? In questa guida analizziamo costi, fiscalità, semplicità operativa e controllo del portafoglio, così da aiutarti a scegliere la soluzione più adatta al tuo stile di investimento.
Salvatore Esposito, Consulente Finanziario Fineco
12/5/20253 min read


1. Contesto: perché la gestione automatizzata è in crescita nel 2025
Nel 2025 la gestione finanziaria digitale è in piena espansione. Gli ETF globali continuano a essere lo strumento preferito dai piccoli investitori per avviare un PAC. I roboadvisor sono in aumento perché permettono di automatizzare tutto, senza competenze tecniche. Le commissioni sono in progressivo calo, ma le differenze tra fai-da-te e gestione automatica restano significative nel lungo periodo.
2. Analisi tecnica: come funziona un PAC su ETF rispetto a un roboadvisor
PAC su ETF (fai-da-te)
Un PAC fai-da-te funziona così: scegli 2-4 ETF (ad esempio MSCI World per l’azionario e un Global Aggregate hedged per la parte obbligazionaria), imposti un acquisto ricorrente mensile o bimestrale e gestisci autonomamente il ribilanciamento della composizione nel tempo.
Punti di forza del PAC DIY: costi molto bassi, controllo totale, massima trasparenza, possibilità di scegliere strumenti efficienti dal punto di vista fiscale, portafogli personalizzati come 70/30 o 80/20.
Punti deboli: richiede disciplina, minimo impegno periodico, conoscenza di base degli ETF, gestione emotiva nelle fasi di volatilità e controllo dei pesi del portafoglio almeno una volta l’anno.
Roboadvisor o gestori digitali
Il roboadvisor costruisce automaticamente un portafoglio di ETF in base al tuo profilo di rischio, alla tua età e ai tuoi obiettivi. Si occupa di tutte le attività: asset allocation, ribilanciamento periodico, reinvestimento della liquidità, reportistica e gestione delle oscillazioni di mercato.
Punti di forza: totale automazione, ribilanciamenti automatici, zero complessità operativa, monitoraggio professionale e gestione ideale per chi non vuole occuparsi di nulla.
Punti deboli: costi più elevati, minore controllo sulla scelta degli ETF, portafogli standardizzati, possibile tassazione anticipata se i ribilanciamenti generano plusvalenze.
3. Confronto sui costi nel 2025
Il PAC fai-da-te paga solo il TER degli ETF (generalmente fra 0,10% e 0,22% annuo) più commissioni di acquisto molto basse. I roboadvisor richiedono invece un costo di gestione compreso mediamente fra 0,50% e 1,00%, oltre al TER degli ETF utilizzati e talvolta ulteriori costi accessori.
Su un investimento di lungo periodo la differenza diventa enorme: ipotizzando un rendimento del 5% annuo su 20 anni, un portafoglio da 10.000 euro gestito in autonomia potrebbe arrivare a circa 26.100 euro, mentre lo stesso capitale gestito con un roboadvisor (con costi totali attorno all’1%) potrebbe fermarsi attorno a 22.300 euro. Il divario cresce con importi maggiori e orizzonti più lunghi.
4. Fiscalità: chi è più efficiente
Un PAC su ETF è tendenzialmente più efficiente fiscalmente perché le plusvalenze vengono tassate solo al momento della vendita finale. Inoltre si possono scegliere ETF con domicilio Irlanda, replica fisica e fiscalità ottimizzata sui dividendi.
Con un roboadvisor il ribilanciamento automatico può generare vendite e plusvalenze tassate prima del tempo, riducendo il beneficio dell’interesse composto. Dipende molto dalla piattaforma, ma in generale il fai-da-te consente più controllo sull’impatto fiscale.
5. Semplicità operativa: chi vince
Il PAC fai-da-te richiede di scegliere gli ETF iniziali, impostare il piano ricorrente, controllare i pesi e ribilanciare una o due volte l’anno. Lo sforzo è moderato.
Il roboadvisor invece azzera completamente la complessità: nessuna scelta operativa, nessun ribilanciamento manuale, nessuna analisi da fare. Consente di investire anche senza alcuna esperienza. Per chi cerca zero manutenzione, è la soluzione più comoda.
6. Qualità della strategia: personalizzazione contro standardizzazione
Il PAC fai-da-te permette un controllo totale: puoi scegliere il mix 70/30, 80/20, 100% azionario, ETF tematici, emergenti, ETF a scadenza, obbligazionari hedged, ecc. Puoi costruire un portafoglio su misura.
Il roboadvisor utilizza portafogli predefiniti per profili standard. È ottimo per chi vuole semplicità, ma meno adatto a chi ha esigenze specifiche o preferisce scegliere personalmente la strategia.
7. A chi conviene davvero nel 2025
Scegli il PAC su ETF (fai-da-te) se:
vuoi massima efficienza nei costi
vuoi imparare e capire cosa stai facendo
hai orizzonte lungo (10–30 anni)
sei disposto a ribilanciare 1–2 volte l’anno
vuoi flessibilità totale nella scelta degli ETF
Scegli un roboadvisor se:
vuoi zero manutenzione
non ti interessa scegliere gli ETF
preferisci delegare ribilanciamento e gestione
vuoi un sistema completamente automatico
stai iniziando e non ti senti ancora sicuro
Soluzione intermedia
Molti investitori scelgono una via ibrida: una parte in roboadvisor per automatizzare e una parte in PAC fai-da-te per abbassare i costi nel lungo periodo.
Conclusione: PAC ETF o roboadvisor nel 2025?
La scelta dipende da controllo, costi e semplicità desiderata. Il PAC autonomo è più efficiente ed economico, ma richiede un minimo di gestione. Il roboadvisor garantisce una gestione completamente automatica e senza pensieri, ma ha costi più elevati e meno margine di personalizzazione.
Per definire la strategia ideale e calibrarla su orizzonte, rischio e obiettivi personali, il supporto di un consulente finanziario aiuta a evitare errori e costruire un piano coerente e realmente sostenibile nel tempo.
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