PAC ETF per obiettivi a 5 anni (anticipo casa, master, start-up): ha senso o è troppo rischioso?
Molti risparmiatori valutano pac etf orizzonte 5 anni conviene per obiettivi concreti come anticipo casa, master universitario, avvio di una start-up o cambio città. Un orizzonte di 5 anni è però “a metà strada”: troppo lungo per lasciare i soldi sul conto corrente, ma troppo breve per sopportare la volatilità tipica degli ETF azionari. In questo articolo analizziamo rischi, pro, contro e alternative realmente adatte agli obiettivi di medio termine.
Salvatore Esposito, Consulente Finanziario Fineco
12/5/20253 min read


1. Contesto: perché il medio termine è il più difficile da gestire
Gli orizzonti fra 3 e 7 anni sono i più complessi nella pianificazione finanziaria perché:
La volatilità dell’azionario globale resta elevata in archi inferiori ai 7–8 anni.
I mercati possono attraversare cicli interi di rialzo/ribasso nel giro di 3–5 anni.
Il capitale serve per obiettivi concreti e non è ammessa una perdita significativa.
Il reddito fisso oggi offre rendimenti interessanti e più prevedibili.
Per chi punta a obiettivi come anticipo casa o formazione, la priorità è proteggere il capitale, non massimizzare il rendimento.
2. Analisi tecnica: il rischio reale del PAC su 5 anni
2.1. Volatilità dell’azionario globale
Lo storico dell’MSCI World mostra che in orizzonti di 5 anni:
la probabilità di ottenere un rendimento positivo è circa 70–75%;
la probabilità di essere in perdita significativa (–10% o peggio) è tra il 10% e il 15%;
la dispersione dei risultati è molto ampia.
In pratica:
Un PAC ETF azionario può funzionare bene… o malissimo. Su 5 anni non esiste garanzia statistica sufficiente.
2.2. Rischio di perdita “al momento sbagliato”
Se il capitale serve a una data precisa (es. comprare una casa), non puoi permetterti che il mercato sia in correzione proprio nell’anno di utilizzo. Il PAC riduce il rischio di ingresso, ma non elimina il rischio di uscita.
2.3. Anche un PAC 70/30 (azionario/obbligazionario) resta rischioso
Un portafoglio 70/30 ha una volatilità storica del 9–10% annuo medio, con drawdown che possono superare il 20%. Su 5 anni non è compatibile con obiettivi rigidi.
3. Simulazioni realistiche: 200 € al mese per 5 anni
Ipotesi
PAC 200 €/mese; orizzonte 5 anni;
Rendimento medio atteso: 5% annuo;
Volatilità: 10% annuo;
5 scenari plausibili.
Scenario A – Mercato favorevole (+7%)
Montante ≈ 14.200 €
Guadagno ≈ 2.200 €
Scenario B – Mercato neutro (0%)
Montante ≈ 12.000 €
Guadagno ≈ 0
Scenario C – Correzione iniziale (–10%, poi +6%)
Montante ≈ 13.150 €
Scenario D – Correzione finale (–10% nell’ultimo anno)
Montante ≈ 10.900 €
Scenario E – Scenario avverso (–15% nel terzo anno, recupero lento)
Montante ≈ 10.500–11.000 €
Interpretazione:
I risultati sono molto dispersi.
Una perdita del 10–15% nel quinto anno può compromettere completamente l’obiettivo.
Il PAC non elimina il rischio di trovarsi in perdita proprio quando servono i soldi.
4. Obiettivi tipici (case study)
4.1. Anticipo casa
Per chi punta al 10–20% del valore di un immobile, perdere il 10% del capitale nel quinto anno è insostenibile.
Verdetto: PAC ETF azionario → rischioso, meglio evitarlo.
4.2. Master universitario
L’obiettivo ha una scadenza fissa.
Verdetto: PAC ETF bilanciato → moderatamente rischioso, possibile solo con componente azionaria molto bassa (<20%).
4.3. Start-up o cambio città
Obiettivo più flessibile e rinviabile.
Verdetto: PAC possibile, ma con portafoglio prudente (obbligazioni + ETF a scadenza).
5. Alternative più adatte per orizzonti 3–7 anni
5.1. BTP brevi (2027–2029)
Rendimento 2,6–3% netto.
Volatilità molto contenuta.
Tassazione 12,5%.
Perfetti per obiettivi a data precisa.
5.2. Conti deposito 12–36 mesi
Zero volatilità.
Rendimento netto 2,3–2,9%.
Ottimi se il capitale serve entro 3–4 anni.
5.3. ETF obbligazionari a scadenza (iBonds, Amundi Target)
Data target 2028–2030.
Diversificazione + volatilità bassa.
Buona soluzione come via di mezzo tra BTP e ETF classici.
5.4. Portafoglio bilanciato prudente (20% azioni, 80% obbligazioni)
Rendimento atteso: 3–4%.
Rischio contenuto ma non nullo.
Possibile per obiettivi flessibili a 5–7 anni.
6. A chi conviene e quando
PAC ETF a 5 anni conviene se:
l’obiettivo non è rigido (può slittare 1–3 anni);
accetti oscillazioni del 10–20%;
vuoi entrare gradualmente nei mercati senza investire subito somma importante;
il PAC è parte di un piano più ampio (non unico strumento).
Non conviene se:
l’obiettivo ha una scadenza fissa (casa, tasse universitarie, lavori);
vuoi protezione del capitale;
non accetti la possibilità di ritrovarti in perdita al quinto anno;
hai alternative prive di volatilità.
Conclusione: il PAC ETF su 5 anni è una scelta da valutare con cautela
Usare un PAC azionario per un obiettivo a 5 anni è spesso troppo rischioso, perché l’orizzonte è insufficiente per assorbire la volatilità. Molto meglio puntare su strumenti con scadenza, rendimento prevedibile e oscillazioni minime: BTP brevi, conti deposito, ETF a scadenza.
Il PAC ETF resta valido solo se l’obiettivo è flessibile e se l’investitore è in grado di sopportare variazioni di mercato anche significative. Per decidere la composizione ottimale — quanto azionario, quanta parte a reddito fisso — è utile il supporto di un consulente finanziario, in modo da evitare errori che, sul medio periodo, possono compromettere un progetto di vita importante.
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