Meglio PAC in ETF o fondo pensione con TFR? Il confronto numerico nel 2026
Scegliere tra un PAC ETF o fondo pensione TFR 2026 non è immediato. Entrambi gli strumenti consentono di accumulare capitale nel tempo, ma differiscono per profilo di rischio, benefici fiscali e vincoli di liquidità. Questo articolo offre un confronto pratico e numerico, aggiornato alle novità normative 2026, per capire quale soluzione può essere più adatta al tuo caso.
Salvatore Esposito, Consulente Finanziario Fineco
1/13/20262 min read
Contesto normativo e fiscale aggiornato 2026
Dal 1° luglio 2026 entra in vigore il meccanismo di silenzio-assenso per il TFR nei fondi pensione: se un neoassunto non indica dove destinare il TFR maturando, il denaro confluirà automaticamente in una forma pensionistica complementare prevista dal contratto collettivo, con possibilità di rifiuto entro 60 giorni.
Il tetto di deducibilità fiscale dei contributi volontari ai fondi pensione sale da 5.164,57 euro a 5.300 euro annui, mentre il TFR conferito al fondo non rientra nel plafond di deducibilità. Le prestazioni finali del fondo pensione godono di tassazione agevolata decrescente, dal 15% fino al 9% in base agli anni di permanenza, mentre il TFR lasciato in azienda viene rivalutato annualmente secondo il meccanismo 1,5% più 75% dell’inflazione e tassato secondo la media IRPEF degli ultimi cinque anni.
Come funziona un PAC in ETF
Un PAC in ETF consiste nell’investire una somma fissa ogni mese, ad esempio 100 euro, in ETF che replicano indici azionari o obbligazionari. Questo approccio consente di accumulare capitale senza dover prevedere il momento migliore per entrare nel mercato, poiché si comprano più quote quando il prezzo è basso e meno quando è alto, mitigando il rischio di volatilità. Gli ETF offrono ampia diversificazione, costi contenuti e trasparenza.
Scenario numerico: PAC ETF 100 euro al mese
Supponiamo di impostare un PAC ETF con versamento di 100 euro al mese per 20 anni, ipotizzando un rendimento medio annuo del 6% e costi annuali dell’ETF dello 0,20%. Dopo 20 anni, il capitale investito di 24.000 euro potrebbe crescere fino a circa 45.000 euro. Questo esempio serve a comprendere la logica dell’accumulo: i mercati non crescono in linea retta, ma la regolarità degli acquisti aiuta a ridurre il rischio di entrare nel momento sbagliato.
Scenario numerico: Fondo pensione con TFR
Consideriamo un TFR conferito al fondo di 10.000 euro, contributi volontari annui di 5.300 euro (massimo deducibile) e contributo aziendale ipotetico di 1.000 euro all’anno. Supponiamo un rendimento medio annuo del 5%, più prudente rispetto a un ETF azionario puro. Dopo 20 anni, il montante lordo potrebbe arrivare a circa 150.000 euro; applicando la tassazione agevolata media del 12%, il capitale netto finale sarebbe intorno a 132.000 euro. Il vantaggio fiscale e il contributo datore di lavoro rendono questa soluzione più efficiente dal punto di vista previdenziale.
Confronto pratico in riga
Il PAC ETF permette versamenti flessibili, liquidità immediata e nessun vincolo pensionistico, ma i rendimenti sono tassati al 26% e non ci sono benefici fiscali sui versamenti né contributi aziendali. Il fondo pensione con TFR offre deducibilità fiscale sui contributi volontari, tassazione agevolata sulle prestazioni finali, possibile contributo del datore di lavoro e gestione professionale del rischio, ma impone vincoli di erogazione e minore liquidità prima della pensione.
A chi conviene ciascuno strumento
Un PAC ETF è indicato a chi cerca crescita del capitale con flessibilità e liquidità immediata, senza vincoli previdenziali. Un fondo pensione con TFR conviene a chi vuole integrare la pensione pubblica, sfruttare vantaggi fiscali e contributi aziendali, accettando vincoli sull’accesso al capitale prima della pensione.
Takeaway pratici
La normativa 2026 aumenta l’interesse verso i fondi pensione grazie a silenzio-assenso e tetto deducibilità più alto.
Il PAC ETF rimane lo strumento più flessibile e liquido per investitori autonomi.
Dal punto di vista fiscale e previdenziale, il fondo pensione con TFR è spesso più efficiente se l’obiettivo è pensionistico e si massimizzano i contributi deducibili e il contributo datore.
Valuta sempre i costi, i rischi degli strumenti e i tuoi obiettivi prima di decidere.
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