Evoluzione tassi BCE 2025-2026: impatto su conto deposito, BTP e PAC
L’analisi dell’evoluzione dei tassi BCE 2025 tagli previsioni è centrale per chi deve decidere come allocare la liquidità nei prossimi 12–24 mesi. Dopo il ciclo restrittivo culminato nel 2023, la Banca Centrale Europea ha avviato una fase di graduale allentamento che influenzerà conti deposito, titoli di Stato e piani di accumulo.
Salvatore Esposito, Consulente Finanziario Fineco
12/12/20253 min read


Perché il tema è decisivo oggi
Dal massimo del 4,50% nel luglio 2023, il tasso di riferimento BCE è sceso progressivamente fino al 3% attuale (dicembre 2025). Con un’inflazione più stabile e prospettive economiche moderate, il mercato si aspetta ulteriori tagli sia a fine 2025 sia nel 2026. Questo impatterà tutte le principali forme di investimento conservativo e a reddito fisso.
Analisi tecnica: cosa aspettarsi dai tassi BCE
Le proiezioni degli analisti indicano:
Ulteriori tagli da parte della BCE (fine 2025 – 2026)
È atteso un taglio aggiuntivo entro fine 2025.
Probabili 2–3 tagli nel 2026, in funzione dell’evoluzione dell’inflazione.
Obiettivo implicito: riportare i tassi verso una zona più neutrale e stimolare credito e investimenti.
Comportamento dell’inflazione nell’area euro
Proiezioni tendenziali per il 2026 indicano un’inflazione vicina al target BCE del 2%, con oscillazioni per energia e salari.
Maggiore stabilità inflattiva giustifica una politica monetaria più morbida.
Effetto a cascata sui mercati
L’allentamento dei tassi incide in modo immediato su:
conti deposito → riduzione graduale dei tassi offerti;
BTP → calo dei rendimenti di nuova emissione; aumento dei prezzi dei titoli già in portafoglio;
PAC → minor rendimento obbligazionario ma maggior supporto per mercati azionari sensibili ai tassi.
Un consulente finanziario può aiutare a cogliere le opportunità e a gestire la rotazione tra asset class.
Impatto sugli strumenti finanziari
1. Conto deposito: quando scenderanno i tassi?
Con il tasso BCE al 3%, le offerte al 3% lordo sono ancora possibili, ma tenderanno a diminuire.
Nel 2026 è plausibile:
riduzione dei conti deposito top dal 3% → 2–2,5% lordo;
maggiore concorrenza tra banche per attrarre liquidità a costi inferiori.
Risultato: chi vuole bloccare tassi più alti deve valutare vincoli oggi, prima della normalizzazione.
2. BTP: come cambieranno i rendimenti?
I rendimenti dei BTP dipendono strettamente dai tassi BCE.
Con tassi in calo, i BTP già in portafoglio aumentano di prezzo (effetto duration).
Le nuove emissioni offriranno rendimenti inferiori rispetto ai livelli attuali:
BTP 10 anni oggi ≈ 3,4%, ma potrebbe scendere se i tagli proseguiranno.
I BTP a lunga durata diventano interessanti da bloccare prima del ciclo di tagli.
Strategia utile: allungare la duration (15–30 anni) o creare una ladder 3–5–7–10 anni per fissare rendimenti prima del calo.
3. PAC: impatto su azionario e obbligazionario
L’obbligazionario nel PAC avrà rendimenti più bassi nelle nuove sottoscrizioni.
L’azionario tende a beneficiare di tassi più bassi grazie al minor costo del capitale e a condizioni più favorevoli per EPS e multipli.
Il DCA rimane efficace in fasi di transizione macro, riducendo il rischio di timing.
Simulazioni e casi d’uso
Caso 1 – Risparmiatore prudente (12–24 mesi)
Obiettivo: preservare capitale e rendimento certo.
Scelta indicata: conto deposito con vincolo 12–36 mesi, prima del taglio dei tassi.
Caso 2 – Investitore obbligazionario
Obiettivo: fissare rendimenti in discesa.
Scelta indicata: BTP 7–15 anni o ladder, in ottica pre-taglio BCE.
Caso 3 – Investitore a lungo termine con PAC
Obiettivo: crescita regolare e diversificazione.
Scelta indicata: continuare il PAC senza cambiamenti, beneficiando di:
potenziale rialzo azionario;
minori tassi obbligazionari nel tempo;
riduzione volatilità macro.
Caso 4 – Liquidità elevata in attesa di opportunità
Obiettivo: mantenere opzioni aperte.
Scelta indicata: combinazione deposito breve + BTP medio-lungo per sfruttare il ciclo di tagli.
Vantaggi e svantaggi delle strategie in ottica tassi BCE
Vantaggi
Possibilità di fissare rendimenti attuali prima della discesa.
Beneficio sui prezzi dei BTP in portafoglio.
Miglior contesto per asset azionari sensibili ai tassi.
Maggiore prevedibilità macro nel 2026.
Svantaggi
Tassi deposito destinati a diminuire.
Rischio duration sui BTP in caso di shock inflattivi.
Più complessità nella scelta delle scadenze.
Rendimenti obbligazionari futuri meno interessanti.
A chi conviene e quando
Conviene bloccare tassi deposito oggi se:
si possiede liquidità di breve periodo;
si vuole rendimento certo senza rischio mercato;
si teme ulteriore calo dei tassi nel 2026.
Conviene aumentare l’esposizione ai BTP se:
si ha orizzonte medio-lungo;
si vuole beneficiare del rialzo dei prezzi post-taglio;
si desidera rendimenti superiori ai depositi.
Conviene proseguire un PAC azionario/obbligazionario se:
si investe con orizzonte minimo 10 anni;
si vuole evitare i rischi di market timing;
si desidera un percorso stabile anche in fasi macro transitorie.
Conclusione: takeaway strategici
Dal massimo del 2023 ai livelli del 2025, i tassi BCE sono scesi dal 4,5% al 3%.
Sono attesi ulteriori tagli tra fine 2025 e il 2026.
Questo influenzerà depositi, BTP e PAC in modo differenziato.
Fissare i tassi oggi può essere vantaggioso per depositi e BTP.
I PAC continueranno a beneficiare del contesto più accomodante.
La scelta ottimale dipende da orizzonte, rischio e obiettivi personali.
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