BOT dicembre 2025: rendimento, durata e differenze con BTP – Guida investitori
L’interesse verso i BOT dicembre 2025 rendimento è aumentato con il ritorno di tassi più elevati e strumenti a breve molto utilizzati per la gestione della liquidità. I BOT, essendo titoli zero coupon, permettono al risparmiatore di conoscere subito rendimento e durata, senza l’incertezza delle cedole. Questa guida chiarisce come funzionano, quali scadenze sono previste a dicembre, e come si confrontano con i BTP.
Salvatore Esposito, Consulente Finanziario Fineco
12/8/20253 min read


1. Perché oggi si parla di BOT: contesto 2025
Nel 2025 i tassi dell’area euro rimangono su livelli interessanti per gli strumenti a breve termine. I BOT tornano centrali nella gestione della liquidità perché hanno scadenze ravvicinate, presentano un rischio estremamente contenuto e non subiscono la volatilità tipica dei titoli con cedole. Molti investitori, soprattutto principianti, li utilizzano come prima esposizione ai titoli di Stato italiani.
Per le scadenze di dicembre 2025, il mercato guarda principalmente ai BOT semestrali (6 mesi) e ai BOT annuali (12 mesi), entrambi facilmente inseribili in una strategia di liquidità.
2. Analisi tecnica: come funzionano i BOT
I BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) sono titoli zero coupon, quindi non prevedono cedole. Il loro rendimento deriva unicamente dalla differenza tra il prezzo pagato all’emissione e il rimborso finale, che avviene sempre alla pari, cioè a 100. Non si possono indicare rendimenti inventati: il valore reale è definito solo dal prezzo di aggiudicazione in asta.
Il funzionamento è semplice: l’investitore compra un BOT sotto la pari e alla scadenza riceve 100. La tassazione è sempre del 12,5%, applicata al guadagno derivante dallo scarto d’emissione.
Per il mese di dicembre 2025 sono attesi BOT con durata semestrale e annuale. Le aste mensili del MEF stabiliscono importi, prezzi e rendimento effettivo.
Differenze tra BOT e BTP spiegate in modo lineare
I BOT sono strumenti di brevissimo periodo, senza cedole, con volatilità molto bassa e rendimento determinato solo dallo scarto d’emissione. Si utilizzano per parcheggiare liquidità e mantenere un profilo di rischio minimo. I BTP sono invece titoli a medio-lunga scadenza con cedole semestrali, potenzialità di rendimento più elevata e maggiore sensibilità ai movimenti dei tassi d’interesse. I BOT privilegiano sicurezza e durata breve; i BTP privilegiano reddito periodico e strategia di investimento nel tempo.
Come funzionano i titoli zero coupon
I BOT appartengono alla categoria dei titoli zero coupon perché non generano flussi intermedi. Il rendimento si concentra esclusivamente nel differenziale tra prezzo di acquisto e valore di rimborso. Questo li rende strumenti molto lineari e facilmente comprensibili, particolarmente adatti a chi muove i primi passi negli investimenti.
3. Esempi numerici didattici (senza previsioni)
Per illustrare il meccanismo, si può considerare un esempio puramente aritmetico. Se un BOT annuale venisse acquistato a 99,20 e rimborsato a 100, il guadagno lordo sarebbe di 0,80. Il rendimento lordo annuo sarebbe circa 0,80 diviso 99,20. Sottraendo la tassazione del 12,5%, il guadagno netto diventerebbe 0,70, pari a un rendimento netto di circa 0,70% rispetto al capitale investito. È un esempio puramente illustrativo e non rappresenta il risultato reale di alcuna asta.
4. Vantaggi e svantaggi
Vantaggi
I BOT offrono una durata breve, una volatilità minima e una tassazione agevolata. Una volta definito il prezzo in asta, anche il rendimento diventa certo. Sono strumenti chiari, semplici e molto utilizzati per gestire la liquidità in attesa di decisioni più strategiche.
Svantaggi
Il rendimento può essere inferiore rispetto a titoli di durata maggiore. Non producono cedole periodiche e non offrono protezione dall’inflazione. La vendita prima della scadenza può comportare un prezzo leggermente inferiore a quello teorico, anche se l’effetto è generalmente contenuto.
5. A chi conviene e quando
I BOT convengono a chi deve gestire liquidità a breve termine, desidera minimizzare la volatilità e cerca uno strumento lineare e facilmente comprensibile. Sono indicati quando l’obiettivo è conoscere con precisione la data e l’importo del rimborso, senza esposizione al rischio tasso. Non sono invece ideali per chi vuole costruire un reddito regolare o ottimizzare il rendimento nel medio-lungo periodo, ambiti in cui i BTP risultano più adatti.
Conclusioni e takeaway operativi
I BOT dicembre 2025 rappresentano una soluzione efficiente per chi vuole sfruttare strumenti zero coupon con durata definita e tassazione agevolata. Il rendimento dipende esclusivamente dallo scarto d’emissione e diventa noto solo dopo l’asta. Le differenze rispetto ai BTP sono sostanziali: durata, struttura dei flussi e livello di rischio sono profondamente diversi. I BOT sono il classico strumento da gestione della liquidità; i BTP sono il pilastro di un portafoglio orientato a reddito e tempo.
Un consulente finanziario può aiutare a individuare come inserire BOT e BTP in una strategia coerente con gli obiettivi dell’investitore e con il suo profilo di rischio, senza confondere strumenti nati per finalità molto diverse.
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